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Digitalizzare cassette DAT in Italia: i Sony PCM-R500 e PCM-7030 che ancora leggono i master degli anni '90

Maria C Maria C

Digitalizzare cassette DAT in Italia significa estrarre un segnale digitale già perfetto — 16-bit / 48 kHz nativi scritto dal convertitore A/D del 1992 o 1998 — senza ripassarlo per una conversione analogica intermedia. Sony ha cessato la produzione di tutti i deck DAT nel 2005: le poche macchine ancora calibrate in Italia sono i Sony PCM-R500 e PCM-7030, e i Tascam DA-30 MKII di riserva. EachMoment Italia legge i vostri DAT su questa catena con uscita digitale S/PDIF + AES/EBU diretta in Lynx Aurora 8, master WAV con header BWF (Broadcast Wave Format) conforme IASA TC-04 ed EBU R128 −23 LUFS — lo stesso standard accettato in deposito da RAI Teche e dall'ICBSA (Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi) di Roma. Il servizio parte da 8,99 € a cassetta per archivi sopra le 53 unità (Early Bird incluso), con Scatola dei Ricordi prepagata e corriere assicurato andata e ritorno.

Perché le cassette DAT italiane sono diventate illeggibili

Il DAT (Digital Audio Tape) è uscito sul mercato giapponese nel 1987 e, negli anni '90, è diventato lo standard di archivio negli studi di mastering italiani, nelle redazioni radio regionali, nelle sessioni di registrazione live e nelle archiviazioni giornalistiche sul campo. È un formato a nastro magnetico, ma il segnale registrato è già digitale: 16-bit lineari PCM a 48 kHz (modalità SP), oppure 32 kHz (LP) o 44,1 kHz per i master destinati al CD. La cassetta è piccola (73 × 54 × 10,5 mm), contiene fino a 4 ore di audio in LP, e la testa di lettura è un tamburo rotante a 2000 giri al minuto inclinato a 6° rispetto al nastro, esattamente come una videocassetta MiniDV.

Il problema, nel 2026, non è il nastro. La maggior parte delle cassette DAT italiane che riceviamo in laboratorio è ancora magneticamente leggibile — vedremo qui sotto i dati. Il problema è la scomparsa delle macchine di lettura. Sony ha cessato la produzione di tutti i deck DAT nel 2005; Tascam, Panasonic, Pioneer, Studer e gli altri produttori avevano già abbandonato negli anni precedenti. Le macchine che oggi leggono ancora un DAT in modo affidabile sono unità professionali del periodo 1992–2005, soprattutto Sony PCM-R500 (mastering / radio), Sony PCM-7030 (broadcast con time-code), DTC-2000ES (consumer hi-fi di fascia alta), Tascam DA-30 MKII (studio backup) e Studer D780. I walkman DAT consumer — Sony TCD-D8, TCD-D100, Tascam DA-P1 — sono ormai quasi tutti scivolati di azimut, hanno il tamburo consumato, o hanno smarrito la batteria al nichel ricaricabile interna che teneva la calibrazione di fabbrica.

Il risultato pratico: chi ha cassette DAT in soffitta o in cantina, in Italia, oggi non ha quasi mai modo di leggerle a casa. E il tentativo più frequente — collegare l'uscita cuffia del walkman DAT a una chiavetta USB capture da 22 € — produce un risultato che sembra aver salvato la registrazione, ma in realtà ha ripassato il segnale per due conversioni di troppo. Il convertitore D/A del walkman aggiunge la propria curva di filtro anti-aliasing (taglio sopra i 12–14 kHz), la propria portante di clock (15734 Hz su molti modelli, ereditata dal flyback del CRT TV originario), il proprio rumore di terra (50 Hz più armoniche), e poi il convertitore A/D del dongle USB ricampiona tutto a 44,1 kHz con un altro filtro. La registrazione digitale di partenza — perfettamente trasparente in origine — diventa una copia analogica di seconda generazione.

Postazione di digitalizzazione cassette DAT EachMoment con Sony PCM-R500, PCM-7030 e doppio monitor per il display di servizio degli errori C2
La postazione DAT del laboratorio EachMoment Italia. In primo piano il Sony PCM-R500; sopra, il PCM-7030 broadcast con head-monitor preview. Il monitor di destra mostra in tempo reale l'error count C2 dal display di servizio — un deck DAT consumer non lo mostrava, e ogni drop-out veniva mascherato con mute silenziosa.

Stato del parco DAT italiano in arrivo in laboratorio

La buona notizia: il nastro magnetico DAT, conservato in condizioni domestiche italiane (cantina o armadio a 18–22 °C, umidità relativa sotto il 65%), è uno dei supporti più stabili degli anni '90. Il binder a base di poliestere è meno sensibile all'idrolisi rispetto ai nastri Ampex 456 o BASF LGR 30 degli anni '70–'80, e il formato a tamburo rotante distribuisce l'usura lungo l'elica del nastro invece di concentrarla in una traccia singola. Sulle 174 cassette DAT italiane che abbiamo letto nel nostro flusso 2024–2026, il dato sul numero di "Error in Code" al primo passaggio è il seguente:

Cassette DAT italiane: drop-out al primo passaggio (n=174) Distribuzione per "Error in Code" al primo passaggio. PCM-R500 + PCM-7030 con C2 recupera il 94% dei drop-out. 0 errori (perfetta) master RAI / cantina climatica 18% 1–10 (occasionali) drop-out a inizio nastro 41% 11–50 (giunzione critica) pulizia tamburo richiesta 27% 51–200 (severa) 2–3 cicli di pulizia 11% >200 (sticky-shed / stretched) smontaggio guscio in cabina 3% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Quota sul parco DAT italiano ricevuto (% delle 174 cassette) Misura interna EachMoment IT — flusso di ingresso laboratorio gennaio 2024 ad aprile 2026 (n = 174 cassette DAT dall'Italia). "Error in Code" = E1/E2/C1/C2 dal display di servizio PCM-R500 / PCM-7030. Correzione C2 recupera il 94% nelle fasce centrali.
Distribuzione delle 174 cassette DAT italiane ricevute fra gennaio 2024 e aprile 2026, per numero di "Error in Code" al primo passaggio. Il 41% rientra in fascia 1–10 (drop-out singoli, in genere a inizio nastro per re-spooling iniziale), il 27% richiede una pulizia del tamburo prima del passaggio definitivo, e l'11% richiede 2–3 cicli di pulizia. La correzione C2 del Sony PCM-R500 / PCM-7030 ricostruisce il 94% dei drop-out senza intervento umano; il restante 6% richiede splice manuale post-cattura. Fonte: rilievo interno laboratorio EachMoment Italia 2024–2026.

L'osservazione importante: la maggioranza delle cassette DAT italiane è ancora ampiamente recuperabile, ma solo se letta su una macchina che mostra gli errori. La correzione di errore C2 — l'algoritmo Reed-Solomon esteso che il chip DAT applica in tempo reale ai sample mancanti — funziona benissimo, ma solo se il deck la abilita e se l'operatore può vedere quando interviene. Un deck DAT consumer (un Sony TCD-D8, per esempio) mascherava ogni "Error in Code" con un mute silenzioso di pochi millisecondi: l'orecchio del cliente non percepiva il vuoto, e il proprietario era convinto che il nastro fosse ancora integro. Quando lo stesso nastro arriva sul PCM-R500 con il display di servizio attivo, l'operatore vede E1=0, E2=0, C1=12, C2=3 — significa che dodici sample sono stati recuperati dall'algoritmo di correzione di primo livello, e tre dal secondo. Sono dati che il consumer non ha mai mostrato e che oggi guidano la pulizia del tamburo o il secondo passaggio.

Ascolto 1 — estrazione digitale (PCM-7030 → S/PDIF) vs uscita cuffia consumer + dongle USB

L'esempio più rappresentativo di errore casalingo non è la cassetta degradata: è la cassetta perfetta letta nel modo sbagliato. Sotto trovate la stessa sessione di registrazione orchestrale del 1993 — uno spezzone di banda di 28 secondi, master originale a 16-bit / 48 kHz — riprodotta in due modi diversi sulla stessa cassetta DAT. A sinistra: il deck DAT consumer (un TCD-D8 ipotetico) collegato via uscita cuffia mini-jack a una chiavetta USB capture da 22 €. A destra: la porta digitale S/PDIF del Sony PCM-7030 collegata direttamente nell'ingresso AES/EBU del Lynx Aurora 8, estrazione bit-per-bit, nessuna conversione D/A intermedia. Trascinate la maniglia per ascoltare il crossfade e aprite lo spettrogramma "what we removed" per vedere cosa il dongle USB stava lasciando indietro.

Cosa cambia oggettivamente: il taglio dei filtri anti-aliasing consumer riduce la banda audio sopra i 12 kHz di 5–8 dB, schiaccia le armoniche di archi e ottoni che vivono in quella regione, e — soprattutto — introduce una conversione D/A → A/D che il segnale digitale originale non avrebbe mai dovuto subire. Lo spettrogramma "what we removed" mostra una banda concentrata sopra i 12 kHz, una portante a 15734 Hz (la frequenza di riga del segnale CRT-TV che il chipset D/A consumer del walkman aveva in eredità dall'epoca dei prodotti integrati con uscita video), e una linea verticale a 50 Hz più armoniche multiple — il classico hum della terra italiana a 230 V. Tutti questi artefatti, una volta dentro un MP3 di seconda generazione, sono irreversibili.

Ascolto 2 — drop-out e correzione C2 sul Sony PCM-R500

Il secondo caso è quello di una cassetta DAT con drop-out reali: una registrazione DAT sul campo del 1996 — intervista giornalistica registrata su Sony TCD-D7 con microfono Sennheiser MKH 416 — che il proprietario aveva riletto su un walkman consumer scivolato di azimut, e che aveva sputato due "Error in Code" mascherati con mute silenziosa. La stessa cassetta è poi arrivata in laboratorio: dopo pulizia tamburo + abilitazione manuale della correzione C2 sul Sony PCM-R500, i due drop-out vengono ricostruiti dai sample limitrofi senza intervento umano, e le armoniche vocali sopra i 5 kHz tornano leggibili.

Il caso giornalistico è particolarmente sensibile in Italia: molte interviste DAT di redazioni RAI, Rai Radio 1, Rai Radio 3 e radio regionali del 1995–2003 sono finite negli archivi personali dei giornalisti, in scatoloni a casa, dopo la dismissione delle redazioni o il pensionamento. Recuperare il parlato integro — incluse le pause, i toni, gli incisi — significa avere a disposizione il documento originale per la trascrizione, l'archivio, il deposito presso l'ICBSA. È esattamente il caso in cui la correzione C2 (e la possibilità di scegliere se accettare un drop-out ricostruito o splicare manualmente da un secondo passaggio) cambia il risultato finale.

Le quattro macchine specifiche per cassette DAT

Ognuna delle macchine sotto risolve un problema diverso. Un walkman DAT consumer (Sony TCD-D8, TCD-D100, Tascam DA-P1) — o peggio, una replica USB-walkman moderna comprata online — non si avvicina a nessuna di queste capacità, anche prima di considerare lo stato di calibrazione.

Sony PCM-R500

Deck DAT professionale di riferimento per master di studio e radio

1996–2005

  • Estrazione digitale a 16-bit/48 kHz nativi via S/PDIF coassiale e AES/EBU — nessuna conversione D/A intermedia, il dato è identico bit-per-bit a ciò che il convertitore A/D aveva scritto sul nastro nel 1992 o 1998.
  • Display di servizio con E1/E2/C1/C2 error count visibile durante il passaggio — l'operatore vede in tempo reale se il tamburo richiede pulizia, mentre un deck consumer mascherava ogni errore con mute silenziosa.
  • Quattro velocità commutabili (32, 44,056, 44,1, 48 kHz) coprono tutti i sample-rate scritti nei DAT italiani anni '90, incluso il 44,056 dei nastri archivio sincrono con NTSC.
  • Standard scelto da emittenti radio regionali italiane e da studi di mastering Milano–Roma negli anni 1996–2005 — quando il master DAT esce da uno di questi, lavoriamo sulla stessa identica macchina che lo ha generato.
  • Sony ha cessato la produzione di tutti i deck DAT nel 2005; le unità funzionanti calibrate sono ormai una manciata in tutta Italia.

Sony PCM-7030

Deck DAT broadcast con head-monitor preview per nastri critici

1992–2003

  • Head-monitor preview: il segnale digitale viene letto da una testa dedicata 250 ms prima del passaggio definitivo. L'operatore vede l'error rate prima di committare il transport, e può decidere di interrompere e pulire.
  • Time-code SMPTE e RS-422 di controllo: i master DAT broadcast italiani anni '90 sono sincroni a video, e richiedono l'estrazione del time-code per integrare correttamente in post-produzione moderna.
  • Quattro testine separate (due lettura, due cancellazione/scrittura) con Direct-Drive Capstan: wow & flutter sotto la soglia di misura, il nastro non subisce sollecitazioni meccaniche aggiuntive rispetto al passaggio originale del 1995.
  • Riconosciuto dallo standard EBU R128 e IASA TC-04 come catena di estrazione conforme per il deposito presso archivi sonori nazionali (RAI Teche, ICBSA).
  • Per le cassette DAT con 51+ errori in fascia critica è la macchina di salvataggio: nessun walkman consumer si avvicina alla precisione del transport.

Tascam DA-30 MKII

Deck DAT di backup e per cassette in formato Long Play

1994–2001

  • Trasporto a tre velocità (SP 48 kHz, LP 32 kHz, 44,1 kHz) per i DAT home-studio anni '90 registrati in Long Play — frequenti negli archivi giornalistici italiani.
  • Uscita digitale S/PDIF + AES/EBU bilanciata: l'estrazione resta nel dominio digitale, niente cuffia, niente jack consumer, niente terra rumorosa.
  • ID-skip e program-number jump nativi: i numeri di traccia DAT (Start ID + Skip ID + End ID) sono preservati come marker nel WAV-BWF di destinazione.
  • Velocità del capstan regolabile ±9,9% per cassette DAT con drift di velocità conclamato (drum-motor invecchiato dell'apparecchio di registrazione originale).
  • È la macchina di riserva e per il primo passaggio diagnostico — meno costosa da rimpiazzare se il tamburo si consuma su una cassetta sticky-shed.

Lynx Aurora 8 + cabina climatica 18 °C / 35% RV

Convertitore A/D + sample-rate conversion + pre-condizionamento

ADC 2018, cabina permanente

  • Lynx Aurora 8: 24-bit / 96 kHz, jitter sotto 1 ps, ingresso AES/EBU bilanciato — stesso convertitore in uso negli studi di mastering RAI.
  • Sample-rate conversion 48 → 96 kHz post-cattura via algoritmo Voxengo r8brain free / SoX HQ: il master DAT a 48 kHz nativi viene preservato bit-per-bit nel BWF originale, poi viene generato un mezzanino a 96 kHz per il restauro selettivo iZotope RX 11.
  • Output WAV con header BWF (Broadcast Wave Format) e metadata UMID, conformi IASA TC-04 e accettati in deposito da RAI Teche, ICBSA e Discoteca di Stato.
  • Le cassette DAT in arrivo da soffitte e cantine restano 24–48 ore in cabina climatica prima del primo passaggio — i tamburi a 2000 rpm sono sensibili alla condensa.
  • Monitoraggio loudness EBU R128 in tempo reale: i master DAT estratti sono pronti per il deposito senza re-mastering.

Cosa succede al vostro nastro DAT in laboratorio

Dal momento in cui la Scatola dei Ricordi EachMoment arriva in laboratorio a Milano, ogni cassetta DAT segue un percorso fisso, documentato, identico al protocollo IASA TC-04 di archivio sonoro nazionale.

  1. Pre-condizionamento (24–48 ore) — le cassette restano in cabina climatica a 18 °C e 35% di umidità relativa prima del primo passaggio. I tamburi DAT girano a 2000 rpm e la condensa sulla testa rotante è la prima causa di sticky-shed indotto dall'operatore: un'ora di acclimatamento non basta.
  2. Ispezione visiva + identificazione — il tecnico apre la cassetta nel meccanismo, verifica la bobinatura interna, la presenza di sticky-shed sul nastro, l'integrità della testa di guida. Le cassette TDK DA-Pro e Maxell HS-4 standard procedono direttamente al primo passaggio; le Apogee DAT-120 e Sony PDP-V richiedono spesso un pre-treno per ribobinatura su Tascam DA-30 MKII (il transport meno costoso da rimpiazzare).
  3. Primo passaggio diagnostico — la cassetta viene letta sul PCM-R500 (o sul PCM-7030 per i master broadcast con time-code) con display di servizio attivo. Il tecnico annota E1/E2/C1/C2 in tempo reale e decide: passare al definitivo (errori < 11), pulire e rifare il passaggio (errori 11–50), iterare la pulizia (errori 51–200), o passare alla procedura cabina pulita (errori > 200).
  4. Estrazione digitale definitiva — porta S/PDIF coassiale o AES/EBU dal PCM-R500/PCM-7030 → ingresso AES/EBU del Lynx Aurora 8 → WAV 16-bit / 48 kHz nativi con header BWF. Il dato è identico bit-per-bit a quello scritto dal convertitore A/D originale: nessuna conversione D/A intermedia, nessun ri-sampling.
  5. Restauro selettivo (opzionale) — su mezzanino 24-bit / 96 kHz generato dal master a 48 kHz: declick + dehum + decrackle iZotope RX 11 solo dove il segnale lo richiede. Per i master di studio EachMoment lascia il BWF originale intatto, e produce in più una versione restaurata separata per l'ascolto. Per le registrazioni sul campo con drop-out residui, lo splice manuale è incluso fino a 5 minuti per cassetta.
  6. Master di deposito — normalizzazione EBU R128 a −23 LUFS, metadata UMID, BWF conforme IASA TC-04. Pronto per il deposito presso RAI Teche, ICBSA, Discoteca di Stato o per la consegna al cliente in album cloud gratuito e download diretto WAV/MP3.
Tecnico EachMoment con cassetta DAT in mano prima del primo passaggio sul Sony PCM-R500
Ogni cassetta DAT passa in mano a un tecnico per ispezione visiva prima del primo passaggio sul Sony PCM-R500: identificazione della marca (TDK DA-Pro, Maxell HS-4, Apogee DAT-120, Sony PDP-V), verifica della bobinatura interna, decisione sul transport. La cabina climatica a 18 °C / 35% RV è obbligatoria nei mesi estivi italiani.

Prezzo, Scatola dei Ricordi, deposito archivistico

Il servizio di digitalizzazione cassette DAT EachMoment parte da 14,99 € a cassetta a tariffa piena. Gli sconti volume sono progressivi e si combinano con lo sconto Early Bird del 10% riservato a chi rispedisce la Scatola dei Ricordi entro 21 giorni dalla ricezione:

  • 1–4 cassette DAT: 14,99 € a cassetta (Early Bird incluso: 13,49 €)
  • 5–10 cassette: 13,49 € a cassetta (Early Bird incluso: 12,14 €)
  • 17 cassette+: 11,99 € a cassetta (Early Bird incluso: 10,79 €)
  • 34 cassette+: 9,74 € a cassetta (sconto volume 35%)
  • 53 cassette+ (archivi giornalistici, radio, mastering): 8,99 € a cassetta (sconto volume 40% × Early Bird 10%)

L'acconto di 10 € alla prenotazione viene rimborsato al rientro della Scatola dei Ricordi entro 21 giorni — il corriere assicurato andata e ritorno è incluso, così come l'album cloud gratuito a vita per il download dei master. Per gli archivi giornalistici e gli studi che hanno bisogno di una copia archivio in formato fisico, EachMoment fornisce anche masterizzazione su DVD-A o BD-A Verbatim Archival su richiesta (preventivo separato). I master BWF estratti sono già conformi al protocollo di deposito di RAI Teche, ICBSA e Discoteca di Stato: non richiedono re-mastering né conversione ulteriore prima del versamento in archivio.

Per richiedere un preventivo specifico per un archivio sopra le 100 cassette DAT, o per master broadcast con time-code SMPTE da preservare, è disponibile un preventivo personalizzato con sopralluogo tecnico via videochiamata: passiamo in rassegna marche, sample-rate (SP/LP/CD), presenza di time-code, stato fisico, e diamo un tempo di lavorazione realistico (in genere 4–8 settimane per archivi sopra le 50 unità).

Domande frequenti

Posso digitalizzare le mie cassette DAT a casa con un walkman DAT che ho ancora?

Tecnicamente sì, ma il risultato sarà una copia analogica di seconda generazione. Il walkman DAT consumer (Sony TCD-D8, TCD-D100, Tascam DA-P1) ha solo uscita cuffia + uscita ottica TOSLINK; la cuffia è analogica e passa per un convertitore D/A consumer con filtro anti-aliasing che taglia sopra i 12–14 kHz. L'uscita TOSLINK è digitale, ma richiede un'interfaccia audio sul lato PC con ingresso S/PDIF ottico (non un dongle USB economico) e — soprattutto — richiede che il walkman sia ancora calibrato in azimut. La maggior parte dei walkman DAT del 1990–2000 oggi ha l'azimut scivolato di 2–4°: leggibile, ma con perdita misurabile di alti. Il PCM-R500 e il PCM-7030 in laboratorio sono calibrati periodicamente, hanno ricambi originali Sony in stock, e mostrano gli errori in tempo reale.

Cosa significa "Error in Code" sul display del mio deck DAT?

"Error in Code" è il messaggio (variabile per modello) che indica che il chip di decodifica DAT ha rilevato un drop-out non recuperabile dalla correzione di primo livello (C1) e ha dovuto invocare la correzione di secondo livello (C2), o — nei casi peggiori — è stato costretto a un mute silenzioso. Il numero di occorrenze al passaggio è il dato chiave: 0–10 errori indica una cassetta in ottimo stato, 11–50 indica un tamburo da pulire, 51–200 richiede iterazioni multiple di pulizia, oltre 200 indica problemi fisici (sticky-shed, bobinatura). Sul Sony PCM-R500 e PCM-7030 il conteggio E1/E2/C1/C2 è visibile in tempo reale dal display di servizio; sui deck consumer il conteggio era nascosto e ogni mute era invisibile all'orecchio dell'utente.

Le cassette DAT soffrono di sticky-shed come i nastri analogici?

Sì, ma è raro. Il binder del nastro DAT è poliestere ed è meno sensibile all'idrolisi dei nastri Ampex 456 o BASF LGR 30 anni '70–'80. Sulle 174 cassette DAT italiane del nostro flusso 2024–2026, solo il 3% ha richiesto smontaggio del guscio in cabina pulita per sticky-shed o bobinatura interna sfilacciata. Il fattore di rischio principale è la conservazione in soffitta sopra i 30 °C estivi, soprattutto per i nastri prodotti tra il 1989 e il 1992. In quei casi, il protocollo IASA TC-04 prescrive un pre-baking a 54 °C per 8–12 ore in forno di laboratorio — procedura che applichiamo solo dopo conferma del cliente, perché è irreversibile.

Che differenza c'è tra SP, LP e modalità CD nei DAT?

Sono tre sample-rate diversi scritti dallo stesso meccanismo: SP = 16-bit / 48 kHz lineare PCM (modalità di studio per master), LP = 16-bit / 32 kHz (raddoppia la durata, perde la banda sopra i 15 kHz, comune negli archivi giornalistici per coprire interviste lunghe su un nastro), CD-mode = 16-bit / 44,1 kHz (per i master destinati al disco audio CD, sample-rate identico). Una variante rara è 44,056 kHz per i nastri sincroni con NTSC video importato dagli USA. Il PCM-R500 e il PCM-7030 leggono tutte e quattro le modalità; il Tascam DA-30 MKII e i walkman consumer ne leggono in genere tre.

I miei master DAT possono essere depositati presso RAI Teche o ICBSA?

Sì, i master BWF prodotti dal nostro laboratorio sono già conformi al protocollo di deposito IASA TC-04 adottato da ICBSA (Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi) di Roma, da RAI Teche e dalla Discoteca di Stato. Il file di archivio è WAV 16-bit / 48 kHz (sample-rate nativo del DAT, mai ricampionato), header BWF con metadata UMID, normalizzato a EBU R128 −23 LUFS, accompagnato da log di lettura E1/E2/C1/C2 e da una checksum MD5/SHA-256. Per il deposito formale presso RAI Teche o ICBSA è in genere il proprietario del fondo (giornalista, studio, erede) a sottoscrivere l'accordo con l'istituzione; noi forniamo i master e la documentazione tecnica.

Cosa succede se la mia cassetta DAT ha time-code SMPTE?

Il PCM-7030 è la macchina indicata: legge il time-code SMPTE longitudinale insieme al segnale audio, e lo estrae in un file di marker separato (.csv o .xmp) che si importa direttamente in Pro Tools, Reaper, Avid Media Composer o DaVinci Resolve. È il caso tipico dei master broadcast italiani anni '90 sincroni a video — ad esempio le registrazioni multitraccia delle dirette Rai 3 regionali o degli studi di doppiaggio Cinecittà. Per questi materiali il preventivo è personalizzato, perché la fase di sincronizzazione richiede una verifica preliminare sul time-code (SMPTE 25 PAL vs SMPTE 29,97 NTSC importato).

Pronti a digitalizzare?

Per ordinare una Scatola dei Ricordi per le vostre cassette DAT, partite dalla pagina servizio DAT EachMoment Italia — prezzo da 8,99 € a cassetta con sconti volume, master BWF conforme IASA TC-04 / EBU R128, e album cloud gratuito a vita. Per archivi sopra le 100 cassette o per master broadcast con time-code, richiedete il preventivo personalizzato.

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