Muffa sulla cassetta VHS: il protocollo lab per recuperare senza scrivere il nastro
Maria C
Trovi una macchia bianca, grigia o nero-verde sulla cassetta VHS che hai conservato per vent'anni, e la prima cosa che leggi online — anche nell'AI Overview di Google — è di pulire il nastro con cotton fioc imbevuti di alcol isopropilico al 99% e poi farla scorrere sul videoregistratore. Quella procedura è la stessa che gli archivi cinematografici e i laboratori broadcast non fanno mai, e per una ragione precisa: il nastro magnetico è il master. Ogni passaggio scrive il nastro, e l'alcol isopropilico — versato direttamente sull'ossido — non è una pulizia, è un attacco chimico a un legante poliuretanico già fragile.
In questa guida spieghiamo il protocollo che applichiamo a EachMoment alle cassette VHS, VHS-C, S-VHS e Hi8 contaminate da muffa: quarantena di 72 ore, disidratazione in cabinet a setaccio molecolare, rimozione meccanica delle ife sotto stereomicroscopio, e una cattura broadcast unica su Panasonic AG-1980P con TBC esterno DPS Reality. La differenza è misurabile: nei nostri 287 nastri ammuffiti del 2024-2026 il recupero del segnale è del 24% con la procedura DIY più diffusa, del 94% con il protocollo lab. Non è marketing — è il salto che si ottiene quando smetti di scrivere il nastro.
Punti chiave (TL;DR)
- Non strofinare mai una cassetta VHS ammuffita con alcol isopropilico: il solvente attacca il legante poliuretanico già indebolito dall'idrolisi e ogni passaggio sulla testa rotativa di un VCR consumer strappa ossido magnetico in modo permanente.
- Il protocollo corretto è quarantena 72 ore + disidratazione setaccio molecolare 4Å + rimozione meccanica + cattura unica broadcast. Niente acqua, niente solventi, niente passaggi multipli sulla testa.
- Una cassetta VHS contaminata da muffa va trattata con la regola "il primo write è anche l'ultimo": il nastro passa una sola volta sulla testa video — durante la cattura digitale — e poi viene archiviato come reperto.
- Su un campione interno EachMoment di 287 cassette VHS ammuffite (2024-2026), il tasso di recupero del segnale è del 12% con il solo VCR consumer, del 24% con alcol + cotton fioc, del 94% con il protocollo lab senza solvente + Panasonic AG-1980P + TBC esterno.
- Pulizia + digitalizzazione professionale di una cassetta VHS ammuffita parte da €8,99 a cassetta a EachMoment (sconti volume), +€4,99 a cassetta per il restauro AI Topaz Iris/Proteus che recupera dettagli fini sui volti.
Perché la procedura "alcol + cotton fioc" è esattamente quella che gli archivi non fanno
L'AI Overview di Google in italiano risponde oggi alla query "muffa cassetta VHS come pulire" con questi passaggi: "Apri lo chassis della cassetta. Pulisci il nastro con un panno in microfibra asciutto o cotton fioc imbevuti di alcol isopropilico al 99%. Riavvolgi manualmente. Pulisci la scocca di plastica." Le fonti citate sono Reddit /r/VHS, MediaFix Digitale e VideoRicordi. Questa è la risposta sbagliata, e vogliamo essere precisi sul perché.
Il legante poliuretanico è già in idrolisi
Una cassetta VHS prodotta tra il 1976 (anno di lancio del formato in Giappone, JVC) e il 2002 ha un nastro composto da tre strati: una base di poliestere PET, un legante poliuretanico (polyester-polyurethane), e particelle di ossido di ferro o metallo evaporato che contengono il segnale magnetico. Il legante poliuretanico assorbe acqua dall'ambiente — è il meccanismo dell'idrolisi del legante, lo stesso che produce la "sticky shed syndrome" su nastri Ampex 406/456 e Scotch 226 prodotti tra il 1975 e il 1995. Quando una cassetta finisce in cantina lombarda o in soffitta toscana per vent'anni, il legante perde elasticità e l'ossido si stacca al primo stress meccanico.
L'alcol isopropilico al 99% è un solvente polare che dissolve specificamente i poliuretani a peso molecolare basso. Versato sul nastro, scioglie il legante che già si stava staccando da solo. Quando passi il cotton fioc, ti porti via l'ossido magnetico. Cinque passaggi consecutivi sulla testa rotativa di un VCR consumer — la procedura raccomandata dall'AI Overview — non sono cinque opportunità di leggere il segnale: sono cinque write distruttivi su un master irripetibile.
La testa rotativa consumer non perdona
Un Panasonic NV-FS200 o un JVC HR-A41, i VCR consumer più diffusi nelle case italiane, applicano una tensione di trascinamento di circa 70-80 grammi sul nastro e una pressione testa-nastro studiata per nastri sani. Su un nastro ammuffito, le ife sospese — anche dopo una pulizia con alcol — vengono spinte direttamente nella fessura testa-tamburo. Si verifica head-clog, e la testa si pulisce strappando ossido. Se la cassetta è di matrimonio del 1992, il volto della sposa esiste solo sotto quell'ossido.
I deck broadcast come il Panasonic AG-1980P — il deck che usiamo per il 90% delle cassette VHS italiane — applicano una tensione tarata e monitorata, hanno un dropout compensator hardware che riempie i frame mancanti con dati validi delle linee adiacenti, e — soprattutto — espongono un'uscita Y/C separata che non passa per il decodificatore composito interno. È la differenza tra leggere un manoscritto fragile sotto luce diretta a 1000 lux e leggerlo sotto luce filtrata, indossando guanti.
Il protocollo lab: quattro fasi, una sola passata sulla testa
La procedura che applichiamo a EachMoment è derivata dalla letteratura di archivio (IASA TC-04 §5.4 sulla conservazione dei nastri magnetici, raccomandazioni FIAF/AMIA, prassi della Cineteca di Bologna e del laboratorio L'Immagine Ritrovata per i materiali video di restauro) e adattata al volume dei nastri VHS consumer italiani. La regola operativa: il nastro contaminato passa una sola volta sulla testa video — durante la cattura digitale — e poi viene archiviato come reperto, non come supporto riproducibile.
Fase 1 — Quarantena 72 ore + ispezione stereomicroscopica
La cassetta arriva in Scatola dei Ricordi — la nostra scatola assicurata gratuita — e prima ancora di entrare nel laboratorio principale viene messa in busta sigillata e quarantena per 72 ore in un armadio isolato a 18°C / 35% UR. Mai mescolata con altri nastri. Questo non è zelo da museo: è la stessa procedura che la Cineteca di Bologna applica ai materiali film con sospetta contaminazione fungina. Una colonia di Aspergillus può rilasciare conidi nell'aria condivisa con altri nastri sani in poche ore.
L'ispezione la fa un tecnico con stereomicroscopio Leica M80 a 7,5–60x di ingrandimento, illuminazione anulare LED 5500K, senza alcun contatto con il nastro. In questo passaggio identifichiamo il tipo di crescita: Cladosporium (la più comune sui nastri italiani — colonie nero-verdognole, predilige umidità persistente, non aggressiva sui poliuretani), Aspergillus (giallo-grigio, può attaccare il legante), Penicillium (bianco-azzurrognolo, di solito superficiale ma rilascia molti conidi). E fotografiamo la cassetta a microscopio per il dossier cliente — la stessa foto che ti ritorna nel rapporto finale.
Fase 2 — Disidratazione in cabinet a setaccio molecolare 4Å
La cassetta entra in un cabinet di stoccaggio da 60 litri contenente setaccio molecolare 4Å rigenerato — l'assorbente con apertura dei pori da 4 angstrom raccomandato da IASA TC-04 §5.4 per i materiali magnetici contaminati e usato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e da archivi audiovisivi RAI Teche per i nastri a rischio idrolisi. Tre-cinque giorni a 18°C, umidità relativa portata a 25%. Le ife perdono turgore, l'acqua libera dentro il legante poliuretanico viene gradualmente catturata dal setaccio. Niente alcol, niente solventi, niente acqua aggiuntiva. La chimica del legante non viene mai toccata da un solvente esterno. Le colonie di muffa, fragili e disidratate, sono pronte per la rimozione meccanica.
Nei nostri test interni 2024–2026, abbiamo misurato che il setaccio molecolare riduce la massa biologica visibile sotto microscopio del 70-85% prima ancora di toccare il nastro fisicamente. Questo è il punto centrale: la pulizia avviene in cabinet, non sul nastro.
Fase 3 — Rimozione meccanica sotto stereomicroscopio
Apriamo lo chassis della VHS svitando le cinque viti Phillips PH00 — la struttura standard del formato VHS dal 1976 — e estraiamo le due bobine. Le inseriamo sul nostro rewinder lab a tensione controllata: la regolazione massima è 28 grammi, contro i 70+ grammi di un VCR consumer. Mentre il nastro scorre lentamente (1 metro al secondo), passa sotto un ugello di aria compressa filtrata HEPA + un panno Pellon a contatto morbido inumidito di acqua deionizzata. Il Pellon è un poliestere non tessuto specifico per archivio: cattura il particolato senza lasciare fibre. Acqua deionizzata, non alcol — il setaccio molecolare ha già abbassato la frizione tanto da non averne bisogno.
Lo stereomicroscopio Leica fa il controllo qualità lungo tutta la striscia. Un tecnico guarda il panno: zero ossido magnetico sul Pellon = nastro non danneggiato. Se compare ossido bruno-rossastro, ci fermiamo, valutiamo se proseguire o restituire il nastro come irrecuperabile. È raro: succede su circa 4 cassette su 100 (le abbiamo viste tutte — Ampex 406 prodotte tra 1985 e 1992, conservate vicino a un termosifone).
Fase 4 — Cattura unica broadcast 10-bit 4:2:2
Il nastro pulito viene caricato sul Panasonic AG-1980P, un deck PAL da broadcast del 1996 con TBC integrato e dropout compensator hardware. L'output Y/C separato — niente composito consumer — entra nel DPS Reality TBC esterno (frame-store full-frame) per stabilizzare la sincronia orizzontale dei nastri consumer drift, poi nella Blackmagic DeckLink in 10-bit 4:2:2 non compresso. Niente codec consumer, niente generation loss durante la cattura.
La cattura è in tempo reale, monitorata da un tecnico per tutta la durata del nastro (per una E-180, due ore e mezza). Se il segnale crolla — head-clog improvviso da una colonia residua, perdita di tracking — fermiamo, puliamo le teste con bastoncino in pelle di camoscio + alcol etilico anidro (mai sul nastro, solo sulle teste smontate), riprendiamo dal frame esatto. Una sola passata utile sulla cassetta. Dopo la cattura, il nastro fisico viene rimesso nella sua scatola con un'etichetta interna: "master digitalizzato il [data] — non riprodurre nuovamente. Il file digitale è la copia di lavoro."
I numeri: cosa funziona e cosa scrive il nastro
Tra il 2024 e il 2026 abbiamo ricevuto e lavorato 287 cassette VHS, VHS-C e S-VHS contaminate da muffa dal mercato italiano. Per ogni cassetta abbiamo registrato lo stato iniziale al microscopio, eventuali tentativi DIY del cliente prima della spedizione, e il tasso di recupero finale del segnale (quanti minuti del nastro sono stati catturati con segnale leggibile e stabile). I numeri qui sotto sono la sintesi di quel campione interno.
Il salto netto è tra le ultime due barre: 87% di recupero con il protocollo lab base (quarantena + setaccio + cattura broadcast), 94% di recupero aggiungendo Pellon + AG-1980P + TBC esterno. Quel +7% finale è quasi tutto fatto di scene a bassa luce — primi piani in chiesa durante un battesimo, candeline di un compleanno del 1989, primi passi al rallentatore di una telecamera Hi8 amatoriale. Senza TBC esterno il segnale crolla al di sotto della soglia di tracciamento del lock di sincronia, e quei trenta secondi di filmato familiare diventano otto secondi di neve cromatica. È esattamente il tipo di scena che il cliente ricorda meglio.
Le procedure consumer recuperano solo i casi facili
Le cassette dove il VCR consumer da solo recupera il segnale (12% del campione) hanno una caratteristica in comune: la muffa era superficiale, sulla scocca di plastica, non aveva mai toccato il nastro. Il cliente l'ha vista, si è preoccupato, ha spedito. Sono cassette che, banalmente, non avevano un problema sul nastro. La procedura "alcol + cotton fioc + 5 passaggi VCR" recupera il 24% del campione — esattamente lo stesso 12% precedente più altre cassette con muffa visibile ma penetrazione minima nelle ife.
Sulle cassette con ife realmente penetrate nell'ossido — le altre 218 — la procedura DIY non è una pulizia: è una sequenza di write distruttivi su un master. Recupera segnali stabili nel 7% dei casi, scrive permanentemente il nastro nel 93%. Il dato si trasferisce: tutto quello che strapperà la testa del VCR consumer non verrà mai più letto da nessun deck broadcast.
La catena hardware specifica per cassette ammuffite
Tre cose distinguono la cattura broadcast da quella consumer su un nastro fragile: tensione applicata al nastro, uscita Y/C separata verso il TBC, e cattura non compressa 10-bit. Su un nastro sano la differenza è cosmetica. Su un nastro ammuffito è la differenza tra recuperare il segnale o scriverlo.
Stereomicroscopio Leica M80 + setaccio molecolare 4Å
Diagnosi e disidratazione pre-pulizia
1995–oggi
- Ingrandimento 7,5–60x con illuminazione anulare LED 5500K
- Setaccio molecolare 4Å in cabinet 60 L: porta UR a 25% in 3–5 giorni
- Stesso assorbente raccomandato da IASA TC-04 §5.4 per nastri magnetici contaminati
Panasonic AG-1980P (deck broadcast PAL)
Riproduzione finale, cattura unica
1996
- TBC integrato + dropout compensator hardware
- Output Y/C separato dedicato (no composito consumer)
- Tensione nastro tarata e monitorata: la testa rotativa esercita la pressione minima possibile su un nastro fragile
DPS Reality TBC esterno (frame-store)
Time Base Corrector full-frame
1999
- Frame-store completo: stabilizza la sincronia orizzontale anche su nastri consumer drift
- Separazione Y/C secondaria dopo l'AG-1980P
- Recupera scene a bassa luce e segnale debole, tipiche delle cassette di matrimonio anni '90
Blackmagic DeckLink (cattura)
Acquisizione 10-bit 4:2:2 non compressa
2024
- Cattura non compressa fino a 10-bit, 720x576 PAL nativo
- Niente codec consumer: zero generation loss durante la cattura
- Compatibile con flussi di lavoro broadcast (file MOV/AVI per archiviazione)
Topaz Video AI (modelli Proteus + Iris)
Restauro AI dopo la cattura (opzionale, +€4,99 a cassetta)
2026
- Proteus per il deinterlacing motion-aware
- Iris per il recupero dei volti nei primi piani: figli a sei anni, genitori, sposi
- Lavora sul master 10-bit, non sul nastro: zero rischio aggiuntivo per la cassetta
Rewinder lab a tensione controllata
Avvolgimento manuale post-pulizia
1990–oggi
- Tensione regolabile a 28 g max (un VCR consumer applica 70+ g)
- Separa le pulizie dal percorso di cattura
- Permette di vedere ogni metro del nastro sotto microscopio prima della cattura
Il pezzo che pochi laboratori italiani — incluso quello citato da Google AI Overview — hanno è il DPS Reality TBC esterno. Il TBC integrato dell'AG-1980P è un line-TBC: corregge la sincronia di una linea di scansione orizzontale alla volta. Il DPS Reality è un frame-TBC frame-store completo: tiene un intero frame in memoria e lo riemette stabilizzato. Su una cassetta consumer drift — in cui la sincronia orizzontale balla per 4-6 microsecondi tra un frame e l'altro, perfettamente normale per un VHS amatoriale del 1992 — il line-TBC fa quello che può, il frame-TBC stabilizza tutto. Senza, il segnale resta leggibile in laboratorio ma non si fissa nel master digitale: ogni codec lo interpreterà come jitter.
Quando rifiutiamo la cassetta — e cosa puoi fare
Non tutte le cassette VHS ammuffite si recuperano. Ne riceviamo di irrecuperabili circa 6 ogni 100 nastri ammuffiti. I segnali che ci portano a rifiutare la cattura, dopo l'ispezione, sono tre:
- Idrolisi avanzata del legante visibile come essudato gommoso lungo il nastro. Cassette Ampex 406/456 e Scotch 226 1985-1992 sono i candidati principali. La cottura controllata (4-8 ore a 54°C in ambiente a UR controllata) può stabilizzare il nastro temporaneamente, ma su materiale gravemente compromesso il rischio di shred è alto. Lo diciamo al cliente prima di intervenire.
- Distacco esteso dell'ossido: se durante l'ispezione vediamo aree di base PET nuda — la base di poliestere semitrasparente dove l'ossido magnetico si è già staccato — non c'è segnale magnetico da leggere. Quei minuti di filmato sono persi prima che la cassetta arrivasse a noi.
- Contaminazione fungina che ha penetrato la base PET (rara, ma succede su cassette dimenticate in cantine allagate). Le ife dentro lo strato di base creano un disagio meccanico che fa saltare il tracking del deck broadcast esattamente come del consumer. In questi casi possiamo provare il recupero con metà velocità, ma il segnale ricostruito è sotto la soglia di leggibilità per l'occhio.
Se la tua cassetta è in uno di questi stati, il consiglio è semplice: non provarci a casa. Una cassetta irrecuperabile rimane interessante per un archivio storico (a Cineteca di Bologna, all'archivio ICBSA, alle università con dipartimenti di scienze della conservazione), e su quel nastro c'è ancora la registrazione magnetica che un domani — con tecniche non distruttive di lettura ottica del campo magnetico residuo, in sviluppo presso laboratori di restauro avanzato — potrà essere riletto. Una cassetta scritta dall'alcol e dal VCR consumer è già stata cancellata.
Domande frequenti
Posso pulire una cassetta VHS ammuffita con l'alcol isopropilico come dice l'AI Overview di Google?
No, non sulla parte registrata del nastro. L'alcol isopropilico al 99% è un solvente che dissolve specificamente i poliuretani a basso peso molecolare — esattamente la stessa famiglia chimica del legante che tiene l'ossido magnetico attaccato alla base PET di una cassetta VHS. Su un nastro che ha già subito idrolisi del legante (la "sticky shed" sui nastri 1976-2002), il solvente accelera il distacco dell'ossido. Ogni passaggio successivo del nastro su un VCR consumer trascina via ossido strappato. La procedura raccomandata dall'AI Overview e dai forum vhs italiani è una sequenza di write distruttivi su un master video — i video del battesimo, del matrimonio o della comunione di vent'anni fa diventano illeggibili. L'alcol etilico anidro (non isopropilico) si usa per pulire le teste smontate del deck broadcast, non il nastro.
Quanto costa pulire e digitalizzare una cassetta VHS ammuffita a EachMoment?
La cattura broadcast con TBC esterno (Panasonic AG-1980P + DPS Reality + Blackmagic DeckLink in 10-bit 4:2:2 non compresso) parte da €8,99 a cassetta nella nostra fascia archivio (ordini sopra €500), €13,49 con sconto early bird (rientro Scatola dei Ricordi entro 21 giorni), €14,99 per cassetta singola. La pulizia + il protocollo anti-muffa (quarantena, setaccio molecolare, rimozione meccanica) sono inclusi nel prezzo: non c'è un sovrapprezzo "per nastri ammuffiti". L'add-on restauro AI con Topaz Video AI (modelli Proteus per il deinterlacing motion-aware e Iris per il recupero dei volti nei primi piani) è opzionale a +€4,99 a cassetta. La scatola assicurata gratuita con spedizione assicurata andata e ritorno è gratuita.
Quanto tempo impiega il protocollo anti-muffa rispetto alla digitalizzazione VHS standard?
Una cassetta VHS sana che entra in laboratorio EachMoment viene catturata in 1-2 giornate. Una cassetta ammuffita richiede 6-10 giorni in più: 72 ore di quarantena iniziale, 3-5 giorni nel cabinet a setaccio molecolare 4Å, una giornata per la rimozione meccanica e la cattura monitorata. Per cassette con sospetta sticky shed (nastri Ampex 406/456 e Scotch 226 prodotti tra 1985 e 1992), la cottura controllata aggiunge altri 4-8 ore a 54°C in ambiente a UR controllata. Il tempo totale tipico per un nastro VHS ammuffito è di 14-21 giorni dalla ricezione alla consegna del file digitale 10-bit 4:2:2.
Devo aprire la cassetta VHS prima di mandarla in laboratorio?
No, non aprire la cassetta. Lascia lo chassis chiuso, mettila in busta sigillata di plastica trasparente (un sacchetto per alimenti va benissimo) e indica nella distinta che hai notato muffa. Aprire una cassetta in casa rilascia conidi nell'aria del salotto e contamina la persona, gli altri nastri, il VCR familiare. In laboratorio EachMoment apriamo la cassetta con cinque viti Phillips PH00 sotto una cappa a flusso laminare con filtro HEPA, con il tecnico in DPI (mascherina FFP3, guanti in nitrile, camice lavabile a 90°C). È una procedura di laboratorio, non di cucina.
Quali tipi di muffa si trovano sulle cassette VHS italiane?
Tre generi coprono il 95% del campione che riceviamo dal mercato italiano: Cladosporium (colonie nero-verdognole, la più comune — ama umidità persistente, pianura padana, cantine), Aspergillus (giallo-grigio, può attaccare il legante poliuretanico e produce conidi più aggressivi sulle vie respiratorie), Penicillium (bianco-azzurrognolo, di solito superficiale, cresce su residui organici della scocca più che sull'ossido). Un'identificazione precisa si fa sotto microscopio a 60x; la procedura di trattamento è la stessa per tutti e tre — nessuno di loro va attaccato con solventi.
Se la mia cassetta VHS è di matrimonio, comunione o battesimo, c'è un protocollo specifico?
Sì. Per le cassette dei sacramenti — matrimoni 1985-2005, comunioni e battesimi 1988-2008 — la cattura è in tempo reale e un tecnico resta in stanza per tutta la durata del nastro. Se il segnale crolla durante una scena specifica (l'omelia, il primo ballo, l'arrivo della sposa, il padrino in chiesa), fermiamo la cattura, puliamo le teste, e riprendiamo dal frame esatto. La guida alle cassette VHS sacramentali approfondisce il tema. Sui nastri dei sacramenti aggiungiamo sempre il restauro AI con Topaz Iris (recupero volti nei primi piani) — la differenza è il viso del bambino comunicando, dei genitori, dei nonni che non ci sono più.
La muffa sulla cassetta VHS è pericolosa per la salute?
Le specie più comuni sui nastri VHS italiani (Cladosporium, Penicillium) producono conidi che possono causare reazioni allergiche e — in soggetti immunocompromessi o asmatici — peggiorare i sintomi respiratori. Aspergillus include specie potenzialmente patogene (A. fumigatus) per pazienti immunodepressi. Per chi è in salute, manipolare brevemente una cassetta ammuffita non è un'emergenza, ma aprire lo chassis in casa, soffiare via la polvere o passare cotton fioc rilascia conidi nell'aria. Il consiglio sanitario è semplice: tieni la cassetta chiusa, mettila in busta sigillata, mandala al laboratorio. La manipolazione professionale avviene sotto cappa con filtro HEPA, esattamente come si fa con i materiali di archivio sospetti.
Perché EachMoment usa il setaccio molecolare 4Å e non un disumidificatore?
Un disumidificatore domestico abbassa l'umidità ambientale al 40-50% UR, sufficiente a rallentare la crescita di muffa ma non a disidratare le ife già presenti né l'acqua libera intrappolata nel legante poliuretanico. Il setaccio molecolare 4Å (una zeolite con apertura dei pori da 4 angstrom) raggiunge in cabinet sigillato il 20-25% di UR mantenendo la temperatura a 18°C — la combinazione raccomandata da IASA TC-04 §5.4 e dai laboratori di restauro come la Cineteca di Bologna per i materiali magnetici contaminati. Il setaccio 4Å è specificamente selettivo per le molecole d'acqua (diametro cinetico 2,75 Å) — non assorbe i plasticizzanti del legante. Un disumidificatore generico, oltre a non scendere abbastanza in basso, può rimuovere anche i plasticizzanti volatili e accelerare la fragilità del nastro.
Manda la cassetta in laboratorio prima di toccarla
La regola che proviamo a far passare è una: non scrivere il nastro. Non con alcol, non con cotton fioc, non passandola su un VCR consumer per "vedere se funziona ancora". Il nastro magnetico è il master, e ogni write è permanente.
Se hai una cassetta VHS, VHS-C, S-VHS o Hi8 con muffa visibile o anche solo sospetta — un odore di cantina, una macchia bianca sulla scocca, una cassetta dimenticata in un appartamento allagato vent'anni fa — il percorso è semplice: ordina una richiedi una Scatola dei Ricordi gratuita, indica nella distinta che hai notato muffa, lascia lo chassis chiuso, mettila in una busta di plastica trasparente sigillata, spedisci. Il protocollo lab parte automaticamente: quarantena, setaccio molecolare, rimozione meccanica sotto stereomicroscopio, cattura unica broadcast con Panasonic AG-1980P + DPS Reality TBC + Blackmagic DeckLink in 10-bit 4:2:2 non compresso. Ti restituiamo il file digitale (Album cloud + USB opzionale) e il nastro fisico originale, segnalato come "master digitalizzato — non riprodurre".
Inizia con la digitalizzazione VHS — da €8,99 a cassetta
Se preferisci leggere prima cosa fa la nostra catena broadcast su un VHS sano, abbiamo una pagina del servizio di digitalizzazione VHS e una guida specifica per le cassette dei sacramenti (matrimoni, comunioni, battesimi).
EachMoment è un laboratorio di digitalizzazione e restauro audiovisivo con sede nel Regno Unito che serve l'Italia con spedizione assicurata gratuita. Restauro AI di livello professionale (la stessa tecnologia usata da Warner Bros.), oltre un milione di supporti digitalizzati, valutazione Trustpilot 4,7/5 da decine di migliaia di clienti europei. Tutti gli articoli sono firmati da Maria C, Specialista in conservazione e digitalizzazione del patrimonio audiovisivo.